Rituale di fine giornata

C’è un momento a fine giornata in cui,  lasciate le attività lavorative, può succedere di rimuginare su cose della vita da  risolvere o su scelte di vita da intraprendere.

Ma, anche dopo aver considerato tutti i pro e i contro e aver anticipato tutte le mosse, sappiamo che l’ultima parola non è la nostra, non è nelle nostre mani. L’esistenza, nella sua saggezza e naturalezza, sistema le cose a modo suo, se le diamo lo spazio e l’occasione.

La mania di controllo ci porta a pensare che, altrimenti, non arriveranno i risultati. Ma i tempi e le modalità di realizzazione dei nostri progetti e desideri sono scanditi misteriosamente dalla vita che spesso cambia le carte in tavola. Quante volte una certa situazione o un determinato progetto si è realizzato secondo i nostri piani?

Sembra più saggio contemplare il detto che un giovane Dalai Lama pronuncia nel film ‘Sette anni in Tibet’:

Se c’è una soluzione, perché preoccuparsi? Se non c’è soluzione, perché preoccuparsi?

A fine giornata, ho adottato questo semplice rituale. Mi  chiedo:

Che cosa è successo di bello, oggi?

E, ripensando alla mia giornata, chiudo gli occhi e aspetto… A volte non è immediato che emerga ‘quel qualcosa’, ma c’è sempre.                                                                                                                                      Quando arriva, entro nel mio tempio interiore, in uno stato di contemplazione. Rivivo quel momento. Lascio che mi ispiri. Lascio che la bellezza, la contentezza, la grazia si diffondano nel mio corpo, nelle sue cellule, finché il pensiero si eleva e poi lo spirito…                                                                                                                        Tre minuti sono sufficienti.                                                                                                                                              Poi, dico: ‘Grazie!’

Questo rituale di fine giornata ti permette di:

  • ‘allenare’ la tua fiducia nell’esistenza, a lasciar essere come sarà
  • spostare l’attenzione sul positivo
  • nutrire la tua contemplazione quotidiana
  • scivolare in un sonno continuo e ristoratore

Vuoi provare a contemplare? In questo video ti guido in una breve Sessione di Contemplazione.

Quando dico "l'esistenza si prende cura di te", non sto parlando di filosofia. Sto parlando di un fatto concreto. Se ne diventi consapevole, questo crea in te una grande fiducia. Dire "l'esistenza si prende cura di te" ha lo scopo di innescare una consapevolezza che può portare alla bellezza di aver fiducia nell'esistenza. Non ti chiedo di credere in un dio ipotetico, né di avere fede in un messia o in un salvatore; sono desideri infantili, per avere una figura paterna che si prenda cura di te. (... ) L'esistenza è sufficiente a se stessa. Voglio che indaghiate sul vostro rapporto con l'esistenza: da questa indagine nascerà la fiducia, non la credenza, non la fede. La fiducia ha la sua bellezza perché è la vostra esperienza. La fiducia vi aiuta a rilassarvi, perché l'intera esistenza si prende cura di voi: non c'è bisogno di preoccuparsi né di essere in angoscia. (...) La fiducia vi aiuta a rilassarvi, vi aiuta a lasciar andare, e il lasciar andare prepara il terreno per diventare testimoni. Sono fenomeni correlati.
Osho
The Golden Future Chapter #18 Chapter title: Existence is taking care

Vuoi provare a contemplare? In questo video ti guido in una breve Sessione di Contemplazione.

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