Kintsugi: incrinature di puro oro

Il Kintsugi (kin – oro, tsugi – riparare) è una tecnica artistica di restauro giapponese per ceramiche che risale alla fine del 1400. Più che una tecnica artigianale, secondo me, è un’arte! Consiste nel letteralmente rimettere assieme i cocci di un oggetto rotto, con vari passaggi di lacche collanti. E, in seguito, nel decorare con polvere di oro puro (o argento), le incrinature dell’oggetto ricreato, regalando così a quel vaso, a quel piatto, a quella coppa rotta in mille pezzi, una nuova vita.

Il Kintsugi ti insegna a vedere la bellezza nelle imperfezioni e ad abbracciarle.

L’artigiano che restaura un oggetto di ceramica col Kintsugi lo tratta con rispetto e devozione. 

Quando guardiamo un oggetto restaurato col Kintsugi, possiamo facilmente associare quelle incrinature così messe in evidenza, trattate con artigiana dedizione e colmate di puro oro, con le nostre ferite. Fallimenti, cadute, malattie sono cicatrici che nascondono vergogna, depressione, paure e altre emozioni che ci bloccano e ci impediscono di vivere pienamente.

Ma l’oro interviene come un balsamo guaritore. Dopo aver evidenziato quelle crepe, le riconosce, le accoglie e se ne prende cura, colmandole con l’oro della consapevolezza e dell’amore.

L’oggetto ora è diverso da prima, anche se è sempre lo stesso…  L’esperienza del dolore si è trasformata in una profonda dimensione di rinnovato benessere.

La ferita è il luogo dove entra la luce.                                              Rumi

  • Niente dura per sempre,

    niente è completo,

    niente è perfetto.                                                                                     

    Shawzi Tsukanoto

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