Nella mia esperienza di ricercatrice e meditatrice ho constatato che la Contemplazione sia la pratica più accessibile, anche nella quotidianità intensa di oggi.
Dal latino cum-templum, ‘contemplare’ vuol dire entrare nel tuo tempio, nel tuo spazio interiore sacro, ma ‘con’: con l’esistenza, perché, quando guardiamo dentro di noi, iniziamo a scoprire che non siamo soli, siamo connessi, in fusione con l’esistenza e col suo mistero.
Grazie alla Contemplazione, in pochi minuti ti rigeneri e spezzi l’accumulo di tensione.
Nella sua delicatezza e semplicità, puoi praticarla scegliendo tu che cosa contemplare, dove e quando.
Richard Rudd, che ha riportato in auge questa pratica presente nei percorsi spirituali mistici più profondi, definisce la Contemplazione un’arte.