Perche’ le emozioni spaventano

Le emozioni spesso ci spaventano perché rivelano vulnerabilità. Il più delle volte, le emozioni ci travolgono. È naturale, quindi, sentirle come una minaccia al controllo delle nostre vite.

L' emozione dell'emozione.

Le emozioni spesso ci fanno paura:  per esempio sentiamo la paura della paura: ‘Ho paura di aver paura.’ oppure: ‘Ho paura di provare vergogna.’  ‘Ho paura di provare rabbia’. Questi sono i ‘mantra’ inconsci che attraversano la mente. Proviamo un’emozione sopra un’emozione di base. L’emozione dell’emozione.

Noi, generalmente, reagiamo all’emozione secondaria.  Non è tanto la paura a danneggiarci, ma la paura di aver paura.

Nella mia ricerca di rinnovato benessere, ho scoperto che, per esempio,  la paura o la vergogna di provare una certa emozione amplifica l’emozione di base, rendendola ancora più ostica da sentire, da accogliere e quindi da sciogliere. Una volta ‘risolto’ il meccanismo di provare l’emozione di un’emozione, la mia vita ha iniziato a fluire diversamente.

Certi stati d’animo ed emozioni possono essere vissuti con una notevole intensità, il che accresce eventuali timori e dubbi di non essere in grado di gestirli, di esserne sopraffatti, di mostrare una fragilità che ci esporrebbe al giudizio degli altri.

Perché le emozioni spaventano.

Nello specifico, le emozioni possono spaventare per diversi motivi:

§ Perdere il controllo: Sensazioni come il panico o la rabbia innescano immediate reazioni (cuore a mille, respiro corto, mancanza di radicamento) che sembrano impossibili da gestire o controllare, facendoci sentire fragili, in balìa di noi stessi.

§ Stare peggio: Esiste una naturale “intolleranza alla sofferenza”. Spesso si fugge dalle emozioni spiacevoli, si evita il dolore per non stare male. Però, evitarle, paradossalmente, le rafforza.

§ Affrontare l’ignoto: Certe emozioni rivelano bisogni repressi o verità su di noi che preferiremmo non sapere, perché ci costringerebbero a mettere in discussione le nostre certezze.

§ Cambiare l’immagine di sé: se da persona arrabbiata scoprissi che, in fin dei conti, quella rabbia aveva un senso e un motivo di esistere, ma che adesso posso lasciarla andare, l’immagine di me cambierebbe notevolmente! Non più la guerriera integra e coraggiosa, ma la persona che comprende, trascende, non è più in opposizione e separata da qualcosa, ma, al contrario, è in sintonia col mondo, non più separata nella dualità bene-male.

Il giudizio sulle emozioni.

Non siamo invitati ad addentrarci nel mondo delle nostre emozioni, anche perché ci sono giudizi e credenze su di esse.

La rabbia generalmente non è tollerata.  Rivela instabilità, intolleranza. Dipende sempre da come la si esprime, ma se tirata fuori senza ferire gli altri, la rabbia è un momento in cui ci si può riappropriare di se stessi e della propria integrità.

La vergogna ha a che fare col giudizio, con la morale della società.

La paura rivela debolezza, quando sappiamo per certo che tutte le persone più coraggiose hanno compiuto le loro gesta eroiche sentendo la paura e imparando a gestirla.

In ambito scientifico e psicologico non esiste un numero unico o definitivo di emozioni. La classificazione varia in base ai modelli teorici adottati dai diversi ricercatori.

Accettazione.

Per comprendere e gestire al meglio il proprio mondo emotivo, la psicologia suggerisce un approccio basato sull’accettazione piuttosto che sul rifiuto.

Io credo, pur non essendo una psicologa, che le nostre emozioni andrebbero viste e, col tempo, accolte.

Del resto, ogni percorso mistico o di crescita interiore lo consiglia.

Accogliere le emozioni in maniera creativa.

Da ragazzina ero insicura, sensibile, timida e non mi consideravo all’altezza di certe situazioni. Ebbi l’intelligenza o l’intuizione di iniziare a cantare accompagnandomi con la chitarra. Questa per me fu una fortuna, perché trovai un modo sano e costruttivo di veicolare nel mio canto paure, insicurezze, timidezze, stati d’animo ed emozioni, trasformandoli in espressione artistica e creando un’immagine di me che mi ha portata a diventare una cantante, un’attività retribuita che mi appassiona da sempre.

Le emozioni sono il sale della vita.

Senza emozioni, non c’è arte,

non c’è vita autentica,

non c’è la totalità che ci avvicina al divino.

 

Prayan Mariangela Bettanini

Animata da questa passione, ho sperimentato per trent’anni quanto la voce sia ‘vicina’ alla nostra emotività. C’è il modo di dire che ‘la voce trema per l’emozione’. Quel tremore, perché accade? Da dove arriva? Dietro c’è un sentire…

La voce fluisce con le emozioni. È un elemento in divenire.                                                                                          È un mezzo potentissimo per esprimere ciò che sentiamo e per liberare la nostra autenticità, trovando il nostro canto unico.

Più conosci te stesso, te stessa, più sei in contatto con le tue parti profonde, e più sei ancorato e in armonia con te e il mondo.

Se vuoi approfondire, in questo articolo parlo delle ‘strategie’ che funzionano per non essere più schiavi delle nostre emozioni e stati d’animo. Tra queste c’è anche InnerCanto.

Lo Human Design.

Io sono sempre stata etichettata, fin da bambina, come ‘sensibile ed emotiva’. In realtà scoprirò, ben 40 anni dopo, che, nello Human Design  ho il canale delle emozioni 39-55 -il canale della Diva!- che dà un imprinting energetico al mio modo e all’intensità di vivere i miei stati emotivi piuttosto estremo: come mi disse una volta una guida di Human Design, col 39-55 vivi con un’intensità straordinaria: tutti i giorni su una tavoletta da surf su un oceano in tempesta. Quest’immagine fu la risposta a una serie di domande che mi ero posta sulla mia emotività.  E fu una delle volte in cui,, in una sessione, mi sentii davvero, profondamente capita. 

Inoltre, mi parlò del mio Tipo Energetico e mi disse che ho un’autorità emozionale.  Cioè, che le decisioni prese con la mente mi trascinano via dal mio Sé: per essere coerente col mio tipo e con la mia parte autentica, quando prendo delle decisioni meglio se imparavo a sentire le sensazioni che mi arrivano dal corpo e se usavo dei suoni. E meglio aspettare, mai rispondere nell’immediato,

Da quando applico questa regola, sto molto meglio. Perché a volte non è semplicemente il buon momento di fare una cosa, che qualche ora dopo invece facciamo con entusiasmo. Questo perché le emozioni hanno una curva come il mare…ascendente e discendente. Una curva che rivela se l’energia è alta o bassa, come la marea.

Per le decisioni molto importanti, aspetto qualche giorno o ‘ci dormo su una notte’… che è anche un modo di dire (e di pensare) del buon senso popolare.

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Sii gentile con te,

Prayan

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