Il fiore della vacua meraviglia

E’ una love story millenaria quella tra i giapponesi e il Sakura, così si chiama il ciliegio ornamentale del Sol Levante. Un amore nato per motivi di carattere ambientale, per fatti storici, ma soprattutto perché le sue qualità rispecchiano, a livello ‘cellulare’, lo spirito e l’anima nipponica.

La fortuna del ciliegio

Il ciliegio trova nel Giappone il suo habitat ideale. I cambi di stagione sono ben definiti; le piogge sono abbondanti e la terra, di origine vulcanica, è immensamente ricca e fertile. Inoltre, poiché il Giappone è un Paese montagnoso, la flora cresce su ripidi versanti a diverse altezze e temperature, per cui piante di varietà diverse  vivono vicine e si innestano anche naturalmente.

Tra i primi alberi a fiorire in primavera, il ciliegio selvatico è una guida per gli agricoltori. Quando ne vedono sbocciare i primi boccioli, sanno che è arrivato il momento di seminare il riso, da sempre cibo fondamentale per tutti i giapponesi.

Breve storia dell' Hanami

Nell’812 d.C. la Famiglia Imperiale, per creare una cultura nazionale e liberarsi dal condizionamento cinese, inaugura la nuova tradizione dell’Hanami, dedicata alla contemplazione dei fiori di ciliegio nei giardini imperiali. La festa esclusiva per la nobiltà di quell’epoca divenne, nel corso del tempo, una celebrazione popolare molto sentita non soltanto dai giapponesi. Ammirare la meravigliosa bellezza dei Sakura in fiore è oggi un appuntamento atteso dai turisti di tutto il mondo.

L’Hanami è un’occasione impreziosita dal fatto che il Sakura, fiorendo e sfiorendo in poche settimane, è il simbolo della transitorietà della vita: ci invita al carpe diem, ad assaporare in gratitudine e ammirazione ogni istante della nostra esistenza.

Il ciliegio nelle stampe giapponesi

Parte integrante del mondo naturale giapponese, il Sakura è quindi ampiamente rappresentato nell’arte paesaggistica nipponica.

Splendidi esempi sono le stampe antiche giapponesi chiamate ukiyo-e, termine che significa “immagini del mondo fluttuante.”

Queste immagini erano create con la tecnica della xilografia, cioè con matrici di legno, il più delle volte di ciliegio, e inchiostri ad acqua su carta di riso.

L’ukiyo-e ha avuto un impatto enorme sull’arte europea,  influenzando, tra gli altri, pittori come Van Gogh, Monet e Degas.

Le diverse varietà di Sakura

Il primo ciliegio coltivato di cui si ha notizia è l’Edo-higan, i cui rami flessuosi, quando fioriscono, scendono a cascata verso terra .
All’inizio del Novecento, i giapponesi coltivavano circa 400 varietà di ciliegio, tra fruttiferi e ornamentali, create in milleduecento anni attraverso l’innesto delle dieci specie selvatiche del Paese.

 Il Sakura è conosciuto anche come Prunus serrulata.

La varietà più diffusa è la Somei-Yoshino, ottenuta da ibridazione intorno al 1720. Ci regala  una fioritura speciale perchè il colore dei suoi fiori si trasforma da rosa pallido a bianco.  

Un’altra varietà apprezzata è la Kawazu-zakura. La sua fioritura è di un rosa più intenso di quella della Somei-Yoshino e sboccia quasi un mese prima: tra fine febbraio e inizio marzo.

I ciliegi Shiki-zakura sono una varietà davvero speciale. Fioriscono due volte all’anno: si possono ammirare in primavera e anche in autunno-inizio inverno, nel suggestivo contrasto tra i colori delicati dei ciliegi e i colori vivaci degli altri alberi.

Lo Shidarezakura, o Weeping Cherry, ciliegio piangente, è particolare per i suoi rami a cascata e ‘infinite’ sono le varietà di questo ciliegio …

Sakura e 'il pathos delle cose'

I rami fioriti del Sakura appaiono come nuvole traboccanti di petali, nuvole che all’improvviso scompariranno dagli alberi, spazzate via dal vento. Questo simbolo di impermanenza e fragilità della vita è un antico concetto buddista che l’anima giapponese riconosce profondamente come mono no aware,  ‘il pathos delle cose’: saper sentire gioia e tristezza nello stesso istante, cogliendo la bellezza struggente in ciò che è passeggero, come i ciliegi in fiore, e accettando il cambiamento con grazia e profonda empatia.

La notte di primavera è finita.
Sui ciliegi
sorge l’alba.
Matsuo Bashō
Poeta (1644-1694)
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