Trasformare le attese in pause rigeneranti

Nella mia esperienza di ricercatrice e meditatrice ho constatato che la Contemplazione sia la pratica più accessibile, anche nella quotidianità intensa di oggi.

Dal latino cum-templum, ‘contemplare’ vuol dire entrare nel tuo tempio, nel  tuo spazio interiore sacro, ma ‘con’: con l’esistenza, perché, quando guardiamo dentro di noi, iniziamo a scoprire che non siamo soli, siamo connessi, in fusione con l’esistenza e col suo mistero.

Grazie alla Contemplazione, in pochi minuti ti rigeneri e spezzi l’accumulo di tensione.
Nella sua delicatezza e semplicità, puoi praticarla scegliendo tu che cosa contemplare, dove e quando.

Richard Rudd, che ha riportato in auge questa pratica presente nei percorsi spirituali mistici più profondi, definisce la Contemplazione un’arte.

Io la chiamo ‘l’arte delle pause’. L’arte del ritaglio di brevi momenti  che, man mano che creano fluidità nel tuo vivere, diventano sacri e indispensabili. Non ne puoi più fare a meno: definiscono la meraviglia del tuo quotidiano.

 

In natura accadono moltissime pause.

Anche in città si possono vedere piccioni, passerotti e rondini volare.

Poi si fermano, senza apparente motivo .

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Per non parlare dei gatti!

Sono l’incarnazione del rilassarsi nel proprio essere!

Solo gli umani ‘tirano la carretta’ fino a stremarsi. L’idea di fermarsi di punto in bianco può sembrare strana. Spezzare quel ritmo di azioni che si susseguono e che pensiamo essere così importanti da non farci interrompere la routine per tirare un sospiro di sollievo, può essere difficile e creare disagio. Può sembrare una piccola morte. L’identificazione nel fare è così radicata e cellulare che fermarsi può sembrare come capitolare, arrendersi o soccombere.

Ma puoi iniziare a muoverti verso l’arte della contemplazione con qualche piccolo passo.

Fa’ una pausa tra un’azione e l’altra

Appena finita un’azione, puoi fare una breve pausa, almeno 3 minuti, prima di iniziare quella successiva.

Fa’ un respiro profondo e rivolgi la tua attenzione a un’immagine, un ricordo, un tema che ti ispira.

Sentirai come ti rigeneri in quei pochi minuti.

Trasforma le pause forzate in pause contemplative

 • Sei in attesa, bloccato, seduto in una sala d’aspetto o in autobus, in metrò o in treno.

Anziché  ‘scrollare’ sul telefono o lavorare, approfitta di questo tempo per lasciare andare la mente.

Fa’ un respiro profondo, rilassa la muscolatura del collo e delle spalle, un altro respiro profondo, e pensa a qualcosa che ti ispiri.

 • Sei in coda al supermercato o altrove. Ringrazia di poterti prendere una pausa.

Anche stando in piedi, puoi sempre respirare più profondamente e spostare la tua attenzione su qualcosa che ti faccia stare bene:

il pensiero che più tardi incontrerai  una persona a te cara oppure che potrai goderti le ultime ore della sera, magari attraversando il parco del tuo quartiere.

 • In auto col semaforo rosso, ringrazia di doverti fermare, così puoi fare la tua pausa.

Respiro profondo, sciogli le tensioni, ti soffermi su qualcosa che ti ispiri, qualcosa di bello che è successo nella tua giornata, per cui sentirsi grati.

E si riparte!

 

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