Oggi, 8 dicembre, ricordiamo John Lennon, ucciso sotto casa 45 anni fa, l’8 dicembre 1980. Aveva 40 anni.
John Lennon è da sempre il mio eroe: l’outsider dei Beatles, il rivoluzionario. Colui che, nonostante tutto, non fu preda del suo successo planetario e riuscì a trasformarsi da rockstar a uomo di pace, diventando ‘il cuore della sua generazione’.
*Nella foto: John Lennon firma un autografo a Mark David Chapman che poi lo ucciderà.
Cinque anni dopo, nel giorno della sua nascita – il 9 ottobre 1985 – la città di New York dedicò a John Lennon una zona di Central Park situata all’altezza del Dakota Building, il palazzo dove viveva John e dove tuttora vive Yoko Ono. Quella zona, dove John era solito passeggiare, fu chiamata Strawberry Fields Memorial. Ha una superficie di 10.000 metri quadrati, ha la forma di una lacrima e fu ideata per essere ‘un giardino di pace’. Al momento dell’inaugurazione, la zona ospitava centinaia di piantine di fragole donate da 121 Paesi del mondo i cui nomi sono riportati su una targa commemorativa
Molte furono le donazioni per onorare John Lennon e aggiungere bellezza e celebrazione al Memorial dei Campi di Fragole. La città di Napoli donò il mosaico centrale con la scritta Imagine, mosaico ispirato a quelli di Pompei.
Durante i miei viaggi a New York gli Strawberry Fields – che per me erano e sono ‘il posto di John’- erano una delle prime mete che visitavo. La presenza di John era fortissima, vuoi per i fan, vuoi per gli omaggi floreali che i newyorkesi depongono regolarmente sul suo mosaico.
Durante il mio primo viaggio scattai questa foto e mi unii a un gruppo di musicisti che suonavano le sue canzoni. Cantai Imagine, e grande fu l’emozione.
Imagine è una delle canzoni che ho più cantato nella mia vita…
But I'm not the only one
I hope someday you will join us
And the world will be as one.